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venerdì 16 ottobre 2020

Chi sono diventata.. PirataComeMangi

 Ciao Ragazze,

Eccomi qui. Di nuovo, ricompaio ogni tot anni con tanto senso di colpa perché nonostante tutto credo veramente in questo blog..ma riemergo dal dimenticatoio anche con tanta aria di cambiamento.

La moda è la mia passione, questo sarà sempre una costante, ma come per tante voi non è l'unico interesse che domina la mia vita. 

Adesso mi sento pronta a farvi entrare in una sfera più intima e a farmi conoscere sempre che voi abbiate piacere di farlo.

Allora, ho 28 anni ora, ho aperto Moda Alcolica qualche giorno prima del mio esame di stato di quinta superiore con frequenza serale. Perchè? Per orgoglio, lo ammetto. E cavolo sinceramente ne vado fiera. 

Molte persone mi hanno detto "cosa te ne fai di un secondo diploma?", "vai di sera che pazza" oppure "sei giovane dovresti cercare lavoro il più in fretta possibile, dopo sarà tutto troppo tardi.." E in quel tempo ne avevo 21 di anni.. avvicinarmi alla trentina di sicuro non era una prospettiva vicina come adesso.

Al di la dell'età questi sette anni sono stati densi di parentesi lavorative e cambiamenti nella mia vita che però non hanno toccato il cuore della mia personalità. Io amo tutto ciò che vi ho detto di amare in questi anni, anche se due anni a questa parte ho cambiato totalmente settore.

Ebbene nel 2018 ho avuto un dramma in famiglia, lo ammetto, che mi ha portato davanti ad un bivio: soccombere o lanciarmi verso l'ignoto. Ovviamente che cosa ho scelto? La libertà.

Per cui mi sono trasferita con una valigia e poco più e con giusto il necessario per pagare caparra e un mese d'affitto di una stanza. Tra l'altro senza nemmeno avere un lavoro. Ma chi non rischia muore dentro e io ero finalmente rinata con una forza che solo la disperazione può dare. 

La mia priorità era solo una in quel momento: trovarmi un lavoro con una paga settimanale almeno per il primo periodo per non finire sotto un ponte. 

Perciò una serie di casuali eventi mi hanno portato a cercare lavoro nella ristorazione. 

Sono stata assunta con un contratto a intermittenza malgrado lavorassi in un regime di full time in uno dei luoghi di lavoro che tutt'ora nel mio cuore sento di chiamare casa.

Era una pizzeria- ristorante napoletano, uno dei più famosi nella mia città la cui catena è da sempre la più apprezzata a livello mondiale..sono sicura che avete già capito a quale mi sto riferendo..

Adesso sto cercando di nuovo lavoro perché il Covid 19 non ha solo instillato in noi la paura della morte ma ha operato in modo più concreto togliendo lavoro a dipendenti non più necessari a causa di un ridotto volume di affari nel settore terziario. 

Ma ormai il danno era stato fatto in me. Se nella moda amo il fatto che sia un canale comunicativo in una relazione interpersonale e del tutto occasionale tra sconosciuti o meno veicolato dal canale visivo, come potevo non provare le stesse grandi emozioni anche nel campo culinario??

In quei due anni e mezzo mi sono occupata del bar principalmente ma alla fine ero una semplice e banale cameriera..eppure quel ruolo per me era una missione: servire in un momento significativo di una persona e farlo stare bene mi rendeva felice. Io stessa mi sentivo una dispenser di felicità

Giuro non sto esagerando. Purtroppo i miei colleghi possono assolutamente confermare le mie parole. Uso purtroppo perché sono sicura di essere stata una gran rompiscatole a volte nel mio intento di far tutto bene e se sei un semplice dipendente non sempre viene apprezzata questa qualità da un datore di lavoro.

Dunque questi ultimi due anni sono stata FELICE.


Perchè vi dico tutto questo? La verità è che non ho mai smesso di cucire e far disastri con ago e filo o pantoni ma sono cambiata e questo è stato il mio percorso. 

Non so se sia colpa di quella pizzeria, di Napoli stessa che esiste a questo mondo ed è meravigliosa o dal fatto che ci sono persone che non seguono una sola strada ma tante e io mi tuffo ovunque vi sia la BELLEZZA e LA CAPACITA' ESPRESSIVA.

Spero che mi stiate capendo in questo mio monologo perché mi sta venendo di getto e credo che rileggendolo per correggerlo sia un attentato alla spontaneità di questo momento.


Ultima novità che mi riguarda. Ora sono una felice e infelice disoccupata.

Felice perché insieme alla persona che cammina al mio fianco ho aperto una pagina Instagram 

https://www.instagram.com/piratacomemangi/?hl=it



e (prossimamente un blog)

 https://piratacomemangi.blogspot.com/

e cosa poteva mancare? Un ebook!

Ah no abbiamo fatto anche quello:

https://www.amazon.it/dp/B08L8DLNDV/ref=rdr_kindle_ext_tmb


E' un Ebook in inglese perché il ragassuolo che mi sopporta nasce cuoco, io sono diventata cameriera con un sacco di lavori diversi alle spalle per cui era naturale che venisse fuori una cosa del genere.

Non vi scrivo perché lo compriate ma perché ogni volta che apro Blogger, anche se non pubblico nulla, mi sembra di aprire una conversazione virtuale con ognuna di voi e anche se non vi conosco e soltanto le più coraggiose hanno commentato i miei post..beh sentivo dentro di me di voler recuperare questa nostra relazione a distanza.


Non so se mi possiate capire, comunque sia vorrei che Moda Alcolica in futuro non trattasse solo esclusivamente di Fashion. Sicuramente riprenderò in mano il blog pubblicando post di settore però vorrei che prendesse un carattere più umano, più personale. 

Vorrei che parlasse anche di percorsi di vita e di tutto quello che si vorrebbe dire ma si evita quando qualcuno ci chiede "ciao, come stai?". Quante volte avrei voluto rispondere "Guarda più o meno na merda, però sai mi sono scoperta forte che non hai nemmeno idea" ma sembra che problemi e debolezze non si debbano dire ad alta voce. Io sono convinta che i panni sporchi si debbano lavare in casa perché nessuno può aiutarci tranne noi stessi ma sono altrettanto convinta che una spalla su cui sfogarsi o vedere che i problemi degli altri sono tanto grandi quanto i tuoi o il solo essere capita ebbene sia importante quanto affrontare la realtà stessa.

Vi ringrazio per aver letto tutto il post e di essere ancora qui, assieme a me.

Se avete piacere vorrei conoscervi, sapere la vostra storia, cosa vi ha portato a cercare la bellezza, cosa rappresenta il fashion per voi o quali altre passioni vi fanno stare altrettanto bene. Potete commentare anche in forma anonima.

Questo è uno spazio tra amiche e amici, uno spazio inclusivo dove vige il rispetto, non saranno pubblicati interventi offensivi, per il resto ognuno è libero di condividere ciò che si sente.


venerdì 20 ottobre 2017

MONDO PANTONI -PARTE SECONDA-


MONDO PANTONI -PARTE SECONDA-




Carissimi,
ci eravamo interrotti nel più bello... come quando ti vedi un film di 90 minuti e al settantaduesimo ... TAAAAAC! Mannaggia il sito si blocca e tu rimani così.. Senza sapere se lanciare in aria il PC o denunciare il sito pirata per inadeguatezza di servizio...

Dunque.. CHIEDO UMILMENTE PERDONO!

Ma alla fine ciò che importa è che sono resuscitata dall'etere e sono qui per riprendere i fili da dove avevamo lasciato questo meraviglioso argomento a metà..!

I PANTONI ... avevamo chiarito cosa fossero, ci eravamo soffermati sulle caratteristiche per fare una scelta coerente tra i propri bisogni e l'offerta di mercato e adesso non ci resta altro che disquisire allegramente su come utilizzarli!


LA REGOLA DELLA PUNTA


Come avrete ben notato, il pantone che stringerete tra le mani ha la peculiarità di essere dotato di due punte molto differenti: una a PENNELLO e un'altra a SCALPELLO.

Perché due punte differenti? La punta a pennello essendo più fina serve per riempire: dettagli, spazi piccoli, sfumare piccole porzioni di foglio.
La punta a scalpello, invece, serve per colorare e sfumare parti molto ampi.


LE SFUMATURE


Quando riempite una porzione di colore se ritornate sopra con una passata successiva noterete che vi sarà una graduale intensificazione cromatica.

La natura alcolica dell'inchiostro invece è utile per sfumare un quanto miscelando colori diversi i pigmenti si mischieranno in una scala che convergerà dal colore 1 al colore 2.






Per oggi concludiamo questo breve post, per lasciare suspense per il prossimo, perché miei cari includerà dei video sull'utilizzo di questi meravigliosi "pennarelli magici"! ...che bestemmia...

Al prossimo appuntamento!!!

sabato 4 marzo 2017

MONDO PANTONI

Allora. Abbiamo capito che cos'è un pantone.



*****  SE CI SONO DUBBI VISITATE:  *****

http://modalcolica.blogspot.it/2016/08/nuovo-ebook-in-arrivooo-come-disegnare.html

PROVATE A SFOGLIARE LE PRIME PAGINE DELL'EBOOK (GRATUITE) E TUTTO SARA' PIU' CHIARO!

****************      *****************




Quel meraviglioso pennarello avente due punte, una ad ogni capo, avente l'inchiostro con base alcolica, il quale rende possibile creare una varietà di sfumature meravigliose!!





La scelta del pantone giusto.


Scegliere tra marche diverse, più o meno professionali e, soprattutto, più o meno economiche è un dramma!

Ma cercate di ponderare le scelte in base a due parametri:

  1. UTILIZZO
  2. MANUALITA'



UTILIZZO:

Adoperate il pantone in modo continuativo e professionale o è "l'estro" di un breve periodo di creatività?

Se la vostra risposta è la prima allora avete due opzioni:

  • SPENDERE PER AVERE STRUMENTI AFFIDABILI

  • RISPARMIARE COMPRANDO PANTONI LOW COST CHE VI COSTRINGERANNO A SVILUPPARE UNA MANUALITA' CONSIDEREVOLE PER SUPERARE LE DIFFICOLTA' DI RESA!

Se la vostra risposta, è la seconda:

  • SPENDETE, POCHI MA AFFIDABILI

  • NON SPENDETE, TANTO TEMPO UN MESE E CAMBIERETE HOBBY!

MANUALITA':

Se siete delle personalità creative che sperimentano e riescono a sfruttare gli strumenti a loro disposizione: RISPARMIATE.

Se non siete manuali, affidatevi a pochi ma essenziali PANTONI, la cui marca diviene garanzia d equilibrio tra alcolicità dell'inchiostro e stabilità di resa del colore.




....ok, ormai lo avrete capito, non c'è una regola fissa per scegliere la marca migliore, ma conoscere se stessi: la propria passione
e la capacità di lavorare manualmente!





Bene, ora approfondiamo meglio l'argomento...


Allora prima regola:

  • PUNTA ....
He he, ma che volete imparare tutto in un colpo solo?
Al prossimo post, carissimi!


sabato 3 dicembre 2016

LE CATEGORIE STILISTICHE: GLAM&COOL

Carissimi,
Siamo al dolce. Ad un dessert vigoroso, vivace, irriverente sempre un passo avanti in fatto di stile.
Ladies and gentlemen, ho l'onore di presentarvi la categoria stilistica:
GLAM AND COOL! 


Cosa vorrebbe significa?? Ueee.... parliamo ciociaro, eh!
Illustri personalità della linguistica inglese, hanno tradotto questa espressine come:"di tendenza &figo". No, scherzavo, è come lo traduco io, ma mi aiuta a capirne lo stile.


Ecco la carrellata delle caratteristiche!
  • Di tendenza, è uno stile vorace di novità ma che interpreta anche il passato riproponendolo come novità 

  • Attenzione ai dettagli, luccichii, perline, ricami, pizzi

  • È uno stile audace ma di buon gusto, anche un po' romantico ma che apprezza anche le frivolezze

  • Ma molto più di tutto c'è un'attenzione maniacale del dettaglio GLAM. 


Qui di seguito vi propongo un articolo che dispone di foto molto interessanti, in riferimento al SPRING/SUMMER 2017 :)

http://bellezza.pourfemme.it/articolo/milano-fashion-week-primavera-estate-2017-beauty-look-i-piu-cool-dalle-sfilate-foto/54451/




CONTAMINAZIONE TRA STILI


Nei seguenti links vi propongo alcune sfilate londinesi in cui io ho notato una notevole contaminazione di stili:
tagli di pret a porter arricchiti con lustrini glam, pizzi sfiziosi che rifiniscono materiali tipici dello sportwear, ..


http://www.vogue.it/sfilate/sfilata/collezioni-autunno-inverno-2016-17/temperley-london

http://www.vogue.it/sfilate/sfilata/collezioni-autunno-inverno-2016-17/peter-pilotto


http://www.vogue.it/sfilate/sfilata/collezioni-autunno-inverno-2016-17/simone-rocha



Ecco. Carissimi con questo vi lascio, sperando di aver stuzzicato la vostra curiosità e la vostra creatività.

Sempre a disposizione vi auguro un meraviglioso WEEK END!

venerdì 2 dicembre 2016

LE CATEGORIE STILISTICHE: STREET& SPORT

Carissimi!
Oggi siamo qui ad analizzare (in breve, perché vi accorgerete già di conoscere questa categoria stilistica) il mondo dello STREET AND SPORT!

Premessa. A differenza delle categorie dei post precedenti, lo STEET&SPORT e il GLAM&COOL (che tratteremo la prossima volta!) hanno delle particolarità che li contraddistingue che possiamo definire QUALITATIVE, poiché definiscono un genere di abbigliamento, un modo di essere, un punto di vista personale con cui si intende porsi nel mondo.

Lo so, non sono stata per niente chiara, perciò vediamo le caratteristiche e alcuni esempi pratici e potrete comprendere meglio!


Tutto parte da alcuni bisogni ed esigenze a cui il genere STREET AND SPORT risponde:
  • praticità e comodità;
  • adattabilità anche a situazioni fisiche e ambientali unconventional;
  • elementi urban e della società multiculturale;


Ecco perciò le caratteristiche:

  • linea easy, spesso oversize;
  • rifiniture che valorizzano l'utilità del capo, magari in modo creative;
  • rivisitazione dello sportwear sottraendolo dagli ambienti prettamente sportivi ma innestandolo nella daily routine;
  • materiali resistenti, elastici, magari con capacità termica indicata ad ambienti borderline
  • dettagli e fantasie appartenenti alla tradizione urban o/e alla cultura d'oltre confine
 In questo video emergono elementi di questo stile che se saprete cogliere riuscirete a farvi un'idea si questo stile:


FASHION WEEK NYC


Ora parliamo di contaminazione tra stili. Precedentemente vi avevo parlato dello STREET AND SPORT come un genere qualitativo, perché talvolta un capo può essere contaminato da diversi stili.

Eccone degli esempi:


fashion week NYC: band-of-outsiders


FASHION WEEK NYC:francesca-liberatore



Credo di avervi fornito qualche spunto.
Sono sempre a disposizione per domande, suggerimenti e critiche costruttive, non esitate a contattarmi.
Se invece apprezzate i miei sforzi, vi prego di condividere i post e consigliare questo blog a chi potrebbe apprezzarlo quanto voi!

Al prossimo appuntamento con il GLAM AND COOL!!

mercoledì 30 novembre 2016

LE CATEGORIE STILISTICHE: L'HAUTE COUTURE

Cari lettori,
oggi ci dedichiamo al LUSSO.
 Perché possiamo essere anticonformisti e avere un'anima marxista dentro di noi, ma tutti (o tutte) ci sciogliamo di fronte a delle opere d'arti come quasi sempre sono gli articoli che l'alta moda sforna due volte all'anno.
Nessuno può resistere!


donnamoderna.com/sfilate/donna-altamoda/primavera-estate-2013/parigi/alexis-mabille

Come ogni capolavoro, ha una importanza fondamentale la scelta dei materiali (preziosi) e la manodopera. L' hand made è una priorità, la ricerca del dettaglio un obbligo, l'assenza dell'errore un concetto imprescindibile.
Nulla è a caso. Dietro ogni scelta stilistica c'è una ricerca.


Caratteristiche:

  • esclusività dei materiali, forme e dettagli;
  • moda su misura;
  • valore del fatto a mano;
  • ricerca estrema nelle scelte stilistiche;
  • eleganza, sfarzosità..in una sola parola: lusso.

Questa volta non vi carico immagini.
Ma vi esorto ad aprire questo link:

http://www.vogue.it/sfilate/stagione/alta-moda-autunno-inverno-2015-16


Troverete tutte l'alta moda presentata per lo scorso inverno in cui vi sarà più facile scovare le immagini che più vi intrigano. Sono sicura che per voi non sarà un problema spulciare nella pagina di Vogue.it e tutto ciò vi aiuta a conoscere le "fonti della moda".


Bene carissimi,
al prossimo appuntamento!

LE CATEGORIE STILISTICHE: IL PRÊT-À-PORTER 


Carissimi lettori,
oggi parleremo di un po' di teoria.
No, non temete i filosifismi sul fashion li ho terminati alcuni posts fa..

Oggi chiariremo una nozione base della progettazione nel campo della moda. In un mood board, lo abbiamo detto tante volte è di vitale importanza definire il target, l'occasione d'uso, ma ancor più rilevante: la CATEGORIA STILISTICA.

Che cos'è??

Le categorie stilistiche sono delle aree in cui possiamo suddividere il mercato del fashion le quali determinano l'impronta stilistica della collezione (e del marchio stesso), le scelte di progettazione e diciamolo anche il profilo del target.

Sono principalmente 4  (talvolta uno può contaminare l'altro così da rendere la distinzione molto fluida):

  1. PRÊT-À-PORTER
  2. COUTURE
  3. SPORT&STREET
  4. GLAM&COOL
Le avevamo un po' accennate nei posts precedenti, ma non ne abbiamo mai parlato apertamente!
Quindi direi che era ora di fare chiarezza :)

Allora PRÊT-À-PORTER significa letteralmente " pronto da portare", poiché ha la suddivisione in taglie standard che rendono l'industrializzazione del capo di PRÊT-À-PORTER semplice ed estendibile su un mercato di larga scala.
Infatti attraverso la definizione di taglie definite e la descrizione di schede tecniche è possibile produrre il prodotto in varie parti del mondo seguendo le procedure stabilite senza che le caratteristiche dello stesso varino a seconda dell'azienda.

Con questo non si vuole trasmettere l'idea che la qualità o il valore pecuniario sia inferiore all'alta moda, per esempio. No, anzi, talvolta alcuni capi di PRÊT-À-PORTER  possono costare di più rispetto ad un capo su misura. Nella progettazione di entrambe le tipologie di prodotto vi è una squadra d stilisti o l'entourage di un grande nome nl firmamento del fashion che disegna e definisce i dettagli della collezione. Dunque, si evince il fatto che vi sono delle passerelle!!
Eh si, anche nel PRÊT-À-PORTER  troviamo collezioni autunno/inverno e primavera/estate!! E come sempre c'è anche la fashion week!

Quindi PRÊT-À-PORTER non vuol dire minore qualità, prezzo o prestigio!!
Anzi molte volte molte grandi aziende sostengono due linee nel grande mercato della moda: sia alta moda che moda standardizzata così da coprire un ventaglio di target più ampio!
(Furbi eh??)


Ecco, ora definiamo meglio le caratteristiche dello stile PRÊT-À-PORTER visto che ne abbiamo compreso le peculiarità:

  • valorizzazione dell'essenzialità della forma;
  • rifiuto dell'eccentricità e di tutto che ciò che è estremo;
  • impronta formale, che mette in risalto il valore aggiunto del taglio "ben fatto";
  • minimal, non necessariamente basic, ma di sicuro con un punto di vista molto pulito,


Bene, ora ecco una manciata di immagini di passerella per chiarire il concetto!!



Giorgio Armani A/I 2016-17 Milano, da "Grazia.it/sfilate"


Vedete? Niente fronzoli eccessivi ma purezza della forma ed essenzialità. Non saprei come definirlo in un altro modo.
Eppure Troviamo un tessuto molto raffinato come il velluto (se gli occhi non mi ingannano).
Lo stile PRÊT-À-PORTER  è molto versatile, si adatta molto ad ogni contesto e a qualsiasi occasione d'uso. Pensate, se vestiti così andassimo a fare la spesa (se fossimo nel mondo verosimile di Disperate Housewife) o in ufficio o ad un incontro ufficiale o ad un aperitivo last minute in centro...Saremmo perfette sempre.




Max Mara A/I '16-'17, Milano, da donnamoderna.com/sfilate


Diesel Black Gold A/I '16-'17 Milano, da donnamoderna.com/sfilate


Dolce e Gabbana, A/I '16-'17, Milano, da "donnamoderna.com/sfilate"


Si, non sembra molto "essenziale", soprattutto vedendo la borsetta, in più io non sapevo che D&G proponesse anche PRÊT-À-PORTER.
Perdonate la mia ignoranza, ma io sono giovane in questo campo e non potrei permettermi nemmeno il laccio delle scarpe di D&G senza che il mio portafoglio pianga amare lacrime..



Bene carissimi,
concludo perché spero di avervi dato un concentrato del "che so'è il PRÊT-À-PORTER  "..
Alla prossima puntata con l'ALTA MODA!

sabato 26 novembre 2016

Lanificio Paoletti, parte 3: DALLO STOPPINO AL TESSUTO

Bene cari,
siamo alla terza puntata del nostro viaggio dentro al lanificio Paoletti.
Se vi siete appena sintonizzati su questo blog, ecco i links per ripercorrere i primi passi dentro questa azienda.


Eravamo rimasti allo stoppino.
Nel prossimo video potrete vedere la il processo di torsione dello stoppino.



Le bobine contengono una lunghezza x, troppo limitata in fase di tessitura. Perciò che si fa? Si uniscono più capi consecutivamente attraverso questo macchinario che utilizza la pressione dell'aria compressa per legare le fibre l'una all'altra.









Così, abbiamo il filato, adesso ci manca il tessuto a navetta!

Che cos'è il tessuto a navetta??

Il tessuto a navetta è composto da due gruppi di fili (trama e ordito) che attraverso un intreccio formano il tessuto. Questa lavorazione si distingue dalla lavorazione a maglia che invece è caratterizzato dalla concatenazione di  uno (o più fili ma limitati) su se stesso attraverso la formazione di cappi.



 Due pinze si incontrano a metà telaio..
 Si scambiano i fili..


E infine il pettine ammassa su un lato gli intrecci creando la trama del tessuto.

Dietro la macchina ad ogni filo di ordito vi è ancorato un aghetto piatto e spesso di metallo. Nel caso si rompa un filo la placca corrispondente cade, la macchina smette di funzionare e l'operatore interviene annodando i capi e facendo ripartire il macchinario.






Ecco altre foto di tessuti :)








Carissimi, siamo arrivati a malincuore alla fine del nostro viaggio.
Vi esorto a pormi domande qualora avessi tralasciato qualche particolare.

Un caro saluto e un affettuoso GRAZIE a questa meravigliosa azienda.

WHAT A BLACK FRIDAY!

Bene, urge pubblicare una piccola parentesi... Soprattutto per  coloro che non conoscono le tradizioni made in USA.
Yesterday was the date. Ma tutt'oggi perfino i più  piccini sanno che è il "venerdì nero"!!
Eppure tra noi c'è ancora qualcuno che si chiede....Che cos'è??
E' il giorno successivo al giorno del Ringraziamento, la celebre festa a stelle e strisce, in questa giornata i negozianti abbassano i prezzi con l'intento di dare un nuovo slancio alle vendite. Ultimamente si può parlare anche in Italia di "febbre da BLACK FRIDAY", perché il solo pensiero degli sconti animano anche le donne più apatiche e gli uomini più riluttanti ad allungare il braccino verso il portafoglio. E l'espressione "BLACK FRIDAY" risuona come un mantra nei cervelli di tutti.
E funziona, come mantra intendo, perché di sconti effettivi solo alcune aziende li applicano con un serio vantaggio per il cliente, ma tanto non importa, la mente umana è già sintonizzata sul programma "scovare l'affare o comprare tutto quello che si interpone tra me e un oggetto che serve".
Forse è proprio questo il punto. L'essenzialità. Il consumatore consapevole. Alla tele i passanti sono divisi tra considerare il BF (non si sta parlando di Best Friend, ma Black Friday!!) come una benedizione o l'ennesima americanata. Eppure quello che trasforma un'americanata in una benedizione è proprio la capacità del cliente di approfittare dell'onda degli sconti per comprare prodotti utili e evitare di essere trasportato dal vento sfrenato del consumismo, perché non dura tanto, dopo arriva Messer Pentimento.
Perciò è proprio con questo ultimo paragrafo che vi ho inculcato velatamente (ve ne siete accorti o non era poi così effetto chiffon) il mio pensiero su questo giorno che mi ha permesso di comprare  la custodia del pc a 2 euro in meno su Amazon.
Anche se adesso, proprio in questo momento, il tarlo della diffidenza si fa sentire a gran voce: "Che poi le perdite monetarie che le aziende hanno applicando gli sconti, non saranno atti di beneficenza, come recupereranno i soldi? A meno che i prezzi non siano così gonfiati normalmente che avendoci spennato una vita, togliere qualche eurino non fa la differenza!"
Ora l'ho messa a tacere questa pulce nell'orecchio, non temete, in questa guerra fra poveri che viviamo ogni giorno sotto il manto della finzione politica, fa piacere togliersi qualche sfizio e godersi la vita ognuno a suo modo.

Ma ditemi, voi cosa ne pensate? E' oro tutto ciò che brilla?
I vostri portafogli si sono alleggeriti in modo soddisfacente? 

venerdì 25 novembre 2016

Lanificio Paoletti, parte 2: DALLA FIBRA AL FILO

Carissimi lettori!
Ecco il sequel della mia avventura nella maestosa azienda Paoletti!
Nel caso tu volessi leggere il primo post su questo argomento, ecco il link:


Le fibre di lana sono dapprima lavate, poi asciugate, vengono unte anche con un olio artificiale, successivamente sono pronte per essere lavorate.


In questo video potete vedere l'asciugatura della lana.

Probabilmente vi starete chiedendo perché i fiocchi di lana stanno cadendo dal soffitto come neve a dicembre???
Ecco, una cosa che a me ha stupito apprendere è che la lana, sotto forma di fibra viaggia attraverso condotti ad aria per potersi spostare da una stanza all'altra.
 Nelle foto seguenti questo dettaglio è più evidente:




Ora vi posto il video della macchina cardatrice, mi scuso, la registrazione è pessima. Ho frammentato i passaggi che compie questo enorme macchinario per problemi di spazio (Blogger consente di caricare video di dimensioni massime di 100MB e questo pesa il quadruplo del consentito). Comunque tutto ciò mi permette di spiegarvi passo dopo passo (più o meno) come dalla matassa di fibre si arrivi allo stoppino!

In questo primo video potete osservare come le fibre vengano sparate attraverso un condotto d'aria dentro la macchina. Le fibre vengono ammassate e attraverso un sistema si pesi e meccanismi, mano a mano che si accumulano, dopo una certa quantità il fondo di una sorta di "cestello metallico" si apre permettendo alla lana di proseguire il proprio percorso nella cardatrice.






Successivamente le fibre passano attraverso una serie di cilindri i quali sono ricoperti da dentini simili a chiodini. Questi cilindri ruotano ed è come se pettinassero la lana parallelizzando le fibre.
Si ottiene, perciò, alla fine un velo di fibre molto sottile.
Una volta, quando ancora questo processo veniva realizzato a mano, si utilizzava il fiore del cardo essiccato.

[Una precisazione...Il cardo veniva utilizzato sia per realizzare la parallelizzazione delle fibre sia in un secondo momento quando dovevano effettuare la cardatura nel tessuto finito. Questa nobilitazione viene effettuata ancora oggi  per estrarre la peluria nel tessuto per renderlo più soffice al tatto. ]





Questo telo viene trasportato in una serie di rulli e piegato su se stesso varie volte per essere re-immesso in altri cilindri. Il telo viene successivamente tagliato a striscioline e ognuna viene ritorta su se stessa.






Ed ecco che giungiamo nella fase finale di questo processo:







Avete visto? Gli ultimi due cilindri dalla superficie irregolare imitano il movimento delle donne filatrici dando una prima torsione al filo affinché le fibre si leghino tra loro.

Lo stoppino, il prodotto finale della macchina cardatrice, ha una resistenza quasi nulla, basta una leggera pressione per poterlo rompere. Ecco perché per ottenere un filo sarà necessario torcere e ritorcere le fibre creando fili a uno o più capi. Cosa vuol dire quest'ultima frase?

Cosa sono i capi? Vi prego di prendere un gomitolo, magari di lana così da non perdere cinque decimi solo per capire cosa sono i capi. Vedete il filo di lana sembra essere composto a sua volta da più fili arrotolati su se stessi e tra loro secondo direzioni diverse. Tutto questo fa parte del grande argomento della "torsione del filo" che affronterò più avanti se vi fa piacere.

Bene carissimi. Nel prossimo post vedremo come dallo stoppino otteniamo un bel tessuto!!!
Besos!










mercoledì 23 novembre 2016

Lanificio Paoletti, parte 1: IL FIOCCO DI LANA


Carissimi lettori,
il 22/10 ho avuto il piacere di trascorrere un pomeriggio straordinariamente interessante che tutti voi mi invidierete.
Ma non abbiate paura, grazie alle risorse tecnologiche (ok, non tanto tecnologiche, ma questo passa in convento, eh!) e alla squisitezza di Paolo, sono stata autorizzata (davanti a testimoni affidabili, giuro) di poter condividere con voi cari amici tutto il mio
MATERIALE MULTIMEDIALE...esatto, foto ma anche VIDEO!


Mi sono prolungata eccessivamente, perciò squarciamo questo velo di Maya and lets speak easy!

Così in un soleggiato sabato di metà ottobre,  il lanificio Paoletti ha esaudito uno dei desideri più ardenti di noi appassionati di fashion e dintorni. Si, proprio così, ha  spalancato i battenti della propria azienda mostrando un meraviglioso showroom di materiali, ma soprattutto organizzando tre turni di visite guidate all’interno dello stabilimento mostrando i cicli di produzione dei tessuti di lana e i macchinari utilizzati!
(Apriamo una parentesi:
lo stesso proprietario ha portato squadre di una ventina-trentina di persone in giro per l'azienda illustrando le origini dell'attività ma anche azionando ogni macchinario  cercando di essere molto chiaro nella spiegazione dei processi di produzione del tessuto di lana..ergo: +1 punto a questa azienda italiana che ha capito che la chiarezza è un principio che arricchisce di valore il prodotto.
Conoscenza=consapevolezza di ciò che si compra = fiducia del cliente)


A proposito, chi è il target di questa azienda produttrice di tessuti?
I clienti finali di questo lanificio sono aziende di alta moda. Questo settore di nicchia, come voi sapete, è uno dei più stabili economicamente in quanto vi è un circolo monetario rigoglioso, la concorrenza è limitata e uno dell variabili di successo è la qualità delle materie prime.




Bene, come vedete dalla foto, il nostro tour parte dal monomero del filato: il fiocco di lana, ovvero quella massa di fibre  lana fresche di tosatura e lavate per togliere una prima parte di impurità (e lanolina, quel grasso che le pecore secernano naturalmente, dal tipico  color paglierino).


La lana proviene da allevamenti foreigners: inglesi, neozelandesi, cinesi, argentini ecc.. ma la maggior parte  dei pascoli sono australiani.
E la lana made in Italy? Dovete sapere che le pecorelle italiane sarde-piemontesi sono allevate primariamente  per scopo alimentare e purtroppo il vello  è costituito da fibre troppo grezze e per niente elastiche perciò sono delle ottime costolette alla brace ma non spiccheranno mai come celebrities nel campo della tessitura. Eppure tutta quella lana, per quanto di bassissima qualità, andrà a finire da qualche parte? Ebbene si, nulla si butta, infatti viene utilizzata per l’imbottitura di materassi e simili o in campo edilizio come isolamento.

Invece, la lana più pregiata e ambita porta il nome di " cashmere".
Io ho potuto stringere tra le dita un fiocco di lana di cashmere e vi posso assicurare che la morbidezza è sorprendente! Perfino le magliettine (in misto solitamente)  che troviamo nei negozi sembrano carta vetrata in confronto a quel candido batuffolo di fibre aggrovigliate dalla consistenza delle nuvole.
Nelle due foto potete notare che i fiocchi hanno tutti un colore diverso. Perciò sicuramente i più arguti tra voi si saranno già chiesti: "se ci sono così tanti colori come si fa ad ottenere un filo cromaticamente omogeneo?"
1. C'è la volontà di ottenere un  il filato mélange.
    Che cos'è un filato mélange? E' una tipologia di filato composto da fili aventi più sfumature cromatiche che rendono il tessuto dal colore sfumato.
2. Le fibre vengono miscelate molto bene cosi si crea un colore unitario più o meno stabile, per cui si ottiene un filato omogeneo.
3. Tintura. Ovviamente si procede con la tintura in filo, per cui si colora il filo, rendendo il colore più stabile e resistente nel tempo.



(-Piccola parentesi per ridere un pochino:
 avevo messo uno sbuffo si cashmere bianco in una bustina da far vedere in famiglia, mia zia vedendomi questo batuffolo tra le mani stava prendendone un pochino scambiandolo per zucchero filato!! E’ stato un gesto istintivo il suo, certo che io a mostrarlo a tavola le ho fatto una cattiveria perché non centrava nulla con i dolcini che ci stavamo pappando in questo momento..!)


Bene. Il prossimo post entrerà nel dettaglio nei processi produttivi, non mancate!

giovedì 25 agosto 2016

Disegnare il figurino: METODO A FILO!



Carissimi lettori e lettrici,
oggi si parlerà di come disegnare un figurino con il metodo a filo.

Partiamo con una premessa che avevo già chiarito in un post precedente:

Che cos'è il figurino? E' la rappresentazione di una modella aventi proporzioni irreali in quanto il fashion designer ne vuole esaltare caratteristiche o tratti fisici che ritiene estetisticamente belli e perciò da valorizzare. Ci sono designer che ingigantiscono i piedi o disegnano gambe chilometriche o vitini sottilissimi col bacino da vespa, stile Dior.

In questa figura si può distinguere i segni che fungono da struttura filamentare come se fosse uno scheletro. Facendo ciò si definiscono proporzioni e posizione della modella: punto vita, gambe livello bacino, ...







Successivamente è possibile costruire le parti anatomiche della modella.

E i dettagli come il viso.



Per ultimo ma non meno importante...

DATE LIBERO SFOGO ALLA VOSTRA FANTASIA E PROGETTATE I CAPI D'ABBIGLIAMENTO VESTENDO LA VOSTRA MODELLA!!












Se vuoi sapere di più su:

DISEGNARE IL FIGURINO
NEL FASHION DESIGN

Il nuovo ebook di Moda Alcolica, nei migliori EBOOK STORE!!





mercoledì 24 agosto 2016

Un nuovo figurino!! Per un misterioso mister P.

Questo post lo dedico ad una persona speciale.

Questa persona, che chiamerò P., si sta cimentando in una sua impresa personale: ottenere il diploma bella stessa scuola serale che io ho frequentato.

Perché impresa? Non perché sia un progetto troppo grande per lui. No. Ha una volontà di ferro e so che può farcela tranquillamente nelle materie generali. Ma quelle di settore sono delle montagne che lui poco a poco ha deciso di scalare con successo.

Lui viene da un mondo lontano luce dalla moda, ha cinquant'anni e ha deciso di ottenere questo diploma superando i suoi personali limiti.

Ora, elogi a parte, oggettivamente il disegno è un campo in cui deve metterci maggior impegno.

Ecco perché gli ho disegnato un figurino con la tecnica a filo e riporterò in questo post i passi dettagliati affinché possiate disegnarla pure voi. 


1. Disegnare la struttura di lamentare del figurino, partendo dalla testa e estendendo delle linee che simulino il corpo e le gambe, come da immagine:




2. Disegnare la sequenza: collo, clavicole, spalle e seno.





3. Proseguire, disegnando il corpo nella sua interezza. 





4. Disegnare il viso e i capi d'abbigliamento. In questo caso io ho scelto un semplice costume. 




Per ulteriori chiarimenti o domande o semplicemente curiosità... sarò lietisssssima di rispondervi!
Quindi commentate pure o scrivetemi in privato!!

sabato 20 agosto 2016

NUOVO EBOOK IN ARRIVOOO: COME DISEGNARE IL FIGURINO!

Scrivere il primo ebook è stato emozionante, ma anche è stata una necessità di orgoglio personale.

Adesso, a distanza di un mese e un acquisto importante, ho stilato un altro mini ebook affinché possiate approfondire uno degli argomenti ricorrenti di questo blog:


 DISEGNARE IL FIGURINO NEL FASHION DESIGN



Sono sicura che vi aiuterà molto!

Cosa tratterà?


Come si struttura?

Questo ebook è caratterizzato da:
  • numerose immagini che spiegano la teoria
  • numerosi esempi
  • le immagini sono state realizzate sia a computer attraverso l'utilizzo di una tavoletta grafica, sia su carta e riportate in formato digitale
  • non ci sono spiegazioni superflue, va dritto al tema
  • semplice, conciso, utile.




Dove lo potete trovare?

Nei migliori market di ebook! Ecco qui alcuni links:










Quanto costa?
0.99cent!

Perché?
  1. 0.99 centesimi è una somma simbolica che gratifica il mio lavoro, nulla più e nulla di meno..di sicuro non diventerò ricca attraverso questi ebook, e se lo facessi solo per questo non avrei capito niente della vita...;
  2. voglio che il prezzo non sia oneroso per il mio pubblico, l'arte non deve avere un prezzo eccessivo se non quello emotivo;
  3. l'ebook è un fascicolo mirato allo sviluppo di un solo argomento, voi potrete approfondire ciò che vi piace in modo autonomo, procedendo per temi;
  4. è il prezzo più basso a che c'era nelle opzioni di vendita..



PER QUALSIASI COSA, IO SONO QUI A RISPONDERE ALLE VOSTRE RICHIESTE!

MODA ALCOLICA